5 per mille: le “donazioni” regione per regione

Quasi 3,5 miliardi di euro andati a oltre 66.000 Non profit e Comuni tra il 2008 e il 2016 (anni fiscali 2006-2014). È questa la somma destinata dagli italiani a favore del Non profit e dei Comuni con il 5 per mille. A fare un bilancio sugli ultimi anni è stata Banca Popolare Etica a poche ore dall’entrata in vigore del decreto legislativo sul 5 per mille collegato alla riforma del Terzo settore e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 18 luglio scorso. L’analisi, basata sugli elenchi pubblicati dall’Agenzia delle Entrate, mostra come siano state circa 109 milioni le preferenze espresse nelle dichiarazioni dei redditi, quindi circa 12 milioni di “donatori” che ogni anno hanno deciso di dare il loro contributo attraverso la dichiarazione dei redditi.

Secondo il report “Il 5 per mille e lo sviluppo del non profit” di Banca Popolare Etica, in cima alla graduatoria della provenienza regionale delle erogazioni, con oltre 2 miliardi di euro, ci sono la Lombardia (il 38%) e il Lazio (il 20%), che insieme raccolgono quasi il 60% dell’intero valore distribuito.  Seguono l’Emilia Romagna e il Piemonte col 6%, il Veneto col 5% e via via tutte le altre regioni. Guardando gli ultimi dati disponibili, inoltre, è ancora una volta la Lombardia a guidare la classifica, stavolta per il maggior numero di beneficiari: sono più di 10.000 per l’anno fiscale 2014, cioè circa il 20% del totale nazionale. Ad una certa distanza tutte le altre regioni, tra cui Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio tutte con 4 o 5.000 beneficiari.

Dai dati emerge un’importante differenza dei valori medi percepiti. Così il Lazio si dimostra la regione dove maggiore è l’importo medio percepito (26 mila euro la media tra i nove anni), seguito dalla Lombardia (poco meno di 20 mila) e Liguria (circa 17 mila), tutte sopra la media nazionale che è pari a 10.853 euro. Fanalino di coda sono Valle d’Aosta (2.499 euro), Basilicata (2.688 euro), Sardegna (2.959 euro). Volontariato e Associazionismo sono il principale target del 5 per mille, spiega lo studio. Da soli rappresentando il 56% degli Enti e circa la metà degli importi erogati (il 53% del totale, pari a circa 1,8 miliardi di euro).

Molto presenti le Associazioni Sportive Dilettantistiche e le Cooperative Sociali, ma assai meno efficaci nell’intercettare risorse, aggiunge il report, cogliendo rispettivamente l’1 per cento e il 4% del totale. Le Fondazioni, invece, rappresentando poco più del 4% degli Enti, ma raccolgono il 36% delle risorse, tra cui spicca la ricerca sanitaria col 26%. Irrilevante la presenza di Comuni e Pro Loco, spiega lo studio, con il 13% degli Enti e con un totale di risorse assegnate che non supera il 3%.
Lo stesso studio mette in risalto anche la tendenza alla riduzione progressiva dei valori medi delle erogazioni che passano da 11.325 (nel 2006) a 9.518 euro (nel 2014). Un calo riscontrato in tutte le regioni a causa del significativo aumento della platea dei beneficiari.

Fonte: regioni.it




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