I 5 Csv pugliesi festeggiano il Volontariato a Bari

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di Marilena De Nigris
Il 5 dicembre a Bari i Csv pugliesi hanno festeggiato la 32esima Giornata mondiale del volontariato. Un incontro in cui le parole “responsabilità” e “condivisione” sono state protagoniste negli gli interventi dei relatori.

La Giornata del Volontariato pugliese

La Giornata del Volontariato pugliese a Bari, presso la Fiera del Levante, è stata l’iniziativa conclusiva delle azioni regionali 2017 dei cinque CSV pugliesi, riuniti nel Coordinamento CSVnet Puglia. Una giornata finalizzata a promuovere il volontariato a livello regionale e a favorire il riconoscimento del ruolo chiave che esso svolge all’interno della comunità regionale. Ma, anche, una giornata per promuovere il sistema dei CSV pugliesi quale esperienza particolare di gestione del volontariato volta all’infrastrutturazione sociale e alla costruzione di capitale sociale sul territorio, cui il nuovo Codice del Terzo Settore affida un ruolo ancor più ampio e importante, come ha sottolineato nel video messaggio del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba: “Il Senso profondo della Riforma è nel fatto che si àncora negli articoli 2-3-118 della Costituzione, cioè c’è il riconoscimento delle formazioni sociali per rimuovere gli ostacoli e affermare l’uguaglianza tra i cittadini. Con la riforma il volontariato è riconosciuto cin maniera chiara, con caratteri e compiti peculiari, e i Csv quali agenti di sviluppo locale di azioni di volontariato, animatori sociali di iniziative da parte dei cittadini che nei Csv devono trovare supporto, aiuto”.

Riforma del Terzo Settore e Csv

La Riforma, dunque, rappresenta un momento di passaggio importante, valorizza il volontariato e riconosce il ruolo significativo dei Csv, ma richiama, anche, ad una forte responsabilità il volontariato, i Csv e tutto il terzo settore: “La Riforma – sostiene il presidente di CsvNet Stefano Tabò – dà ai Csv una grande responsabilità in quanto diventano espressione di tutto il terzo settore e, al contempo, pone fine all’epoca in cui si giudicavano i Csv in quanto tutti, per effetto della Legge, sono chiamati a collaborare portando le proprie idee. Ci deve essere un modo nuovo di vedere i Csv: non luoghi in cui andare a chiedere, ma luoghi di collaborazione”. I Csv, dunque, acquisiscono una nuova fisionomia, “si aprono – afferma Francesco Riondino, presidente del CsvNet Puglia – ad una nuova stagione e posizionamento: non più solo erogatori di servizi, ma agenzie di sviluppo del volontariato sul territorio, di tutto il volontariato degli enti di terzo settore. È un fatto importante, in quanto è proprio da questi enti che dobbiamo cominciare l’analisi dei bisogni, al fine di rafforzare la presenza volontaria che è piuttosto esigua al loro interno”.

L’opera dei Csv pugliesi, ad oggi, è stata meritoria, come sottolineano i dati: dal 2001 al 2011 c’è stato un incremento del 500% di iscrizioni delle odv al Registro; nella ricerca condotta nel 2010 dai Csv pugliesi con la Regione emergeva che dalla nascita dei Csv al 2010 c’era stata una crescita del 12% del volontariato pugliese, pari ad un valore annuo di 630milioni. Ma si può fare di più e le forze ci sono, spiega il presidente del Comitato di Gestione Puglia Giustiniano De Francesco: “Il cambiamento in atto richiede innovazione nelle azioni delle associazioni e interventi più efficaci ed efficienti verso il volontariato. In Puglia già da tempo, anche per volontà del Coge Puglia, sono state avviate azioni finalizzate a questo proposito, tra cui, ultimamente, la Giornata delle buone prassi dei Csv pugliesi in cui c’è stato un confronto e uno scambio sulle buone pratiche agite da ciascun Ente. Il mandato affidato ai Csv di ampliare la gamma dei servizi apre una stimolante prospettiva. In Puglia si può fare affidamento su u sistema che in questi anni si è consolidato ed è capace di affrontare il futuro”.

Il ruolo delle pubbliche amministrazioni e il volontariato

C’è da aggiungere, anche, che il ruolo delle pubbliche amministrazioni nello sviluppo del volontariato sarà ancora più stringente, secondo quanto afferma la Riforma, che richiama, anche al coinvolgimento del terzo settore nelle pratiche decisionali e programmatiche. “La Regione Puglia nelle pratiche amministrative da anni chiama a raccolta nella coprogettazione e coprogrammazione gli enti del terzo settore” afferma Serenella Pascali, Regione Puglia  Assessorato al Welfare. Continua “Nel luglio 2017, prima dell’emanazione del Codice del terzo settore, la Regione Puglia cha interpellato i rappresentanti della rete dei Csv, il Forum del terzo settore e altri enti per avviare un percorso che sarà articolato e non mirerà solo a rendere la Riforma applicativa nella regione. Lo sguardo vuole essere più ampio. L’obiettivo è di istituzionalizzare un tavolo di confronto per la programmazione sul territorio con gli interventi di tutti i soggetti. La cornice normativa è importante se calata in un contesto di cambiamento culturale e, di conseguenza, di processo”.

Ma quali sono le sfide più importanti che il volontariato pugliese con i Csv devono affrontare? “In Puglia c’è un esercito di volontari, ma se è un esercito c’è un nemico” afferma il consigliere di CsvNet Luigi Russo. Qual è il “nemico” da abbattere? Il consigliere ne individua alcuni più significativi: “Il cambio culturale con un esasperato individualismo, le dipendenze di ogni tipo, il crollo della cultura del dono, la mancanza della gratuità. Il volontariato pugliese è in guerra” Ed è un volontariato che, sostiene Russo, sta assumendo delle caratteristiche peculiari: “Il volontariato ha una propensione per la difesa e la tutela delle persone (povertà, bisogni, donazione), per i diritti umani e civili e per i beni comuni (salute e ambiente). In Puglia, inoltre, stanno nascendo molte nuove sigle associative che non fanno riferimento a grandi sigle nazionali e, problema diffuso, c’è una scarsa presenza di volontari giovani, una rotta che se non è cambiata porterà a non avere più volontari tra dieci anni”.

Volontariato e cultura del lavoro

L’incontro ha suggerito, anche, alcune riflessioni illuminanti sulla cultura del lavoro volontario negli enti di terzo settore, di cui ha parlato Vito Intino portavoce Forum Terzo Settore della Puglia: “Il Terzo Settore è un luogo educativo dove si attua un reale processo di promozione della dignità umana. Infatti negli enti di terzo settore si manifesta, accanto alla solidarietà, la gratuità, espressa come valore che attraversa il nostro agire quotidiano e che dà una dimensione per misurare anche le nostre capacità professionale e organizzative.

La cultura del lavoro volontario espressa negli enti di terzo settore si presenta sempre più attenta e sensibile alla quantità delle relazioni tra le persone, ai processi ideali, più che all’oggetto specifico delle attività.

L’essere volontario obbliga una persona ad una duplice scelta: l’accettazione etica della dimensione del volontariato e in seconda istanza la condivisione del lavoro come dono, come gratuità” .