Cultura Crea 2.0 – interventi per il Terzo settore nell’industria culturale

Soggetto promotore

MiC – Ministero della Cultura

Scadenza

Il Bando è aperto dal 26 aprile 2021 fino ad esaurimento delle risorse

Soggetti ammessi

Possono presentare domanda di ammissione alle agevolazioni i soggetti del Terzo settore. Nelle more dell’operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore di cui all’articolo 45 del decreto legislativo n. 117 del 2017, il requisito dell’iscrizione al registro è soddisfatto dall’iscrizione, alla data di presentazione della domanda, ad uno dei registri previsti dalle sotto indicate normative di settore:

  • registri delle Organizzazioni di volontariato delle regioni, di cui all’art. 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266;
  • registri delle Associazioni di promozione sociale nazionale e regionali, di cui all’art. 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383;
  • anagrafe delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’art. 11 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
  • registri delle Imprese, ai sensi dell’art 5 comma 1 del decreto legislativo 3 luglio 2017 n. 112.

Tutti i soggetti devono operare, avendo Codice ATECO ammissibile (Allegato 3), in uno dei settori previsti dal bando.

Ambiti di intervento/attività finanziabili

Sono ammissibili alle agevolazioni esclusivamente i programmi:

  • di importo non superiore a € 400.000,00;
  • realizzati dai soggetti del terzo settore presso una o più unità produttive ubicate nel territorio delle Regioni eleggibili (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.);
  • relativi a una o più delle attività elencate all’allegato 3 alla presente direttiva ed avente un legame funzionale con uno o più attrattori di cui all’allegato 4 alla presente direttiva operativa;
  • inseriti in una o più delle seguenti aree:
    • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio;
    • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio;
    • attività di animazione e partecipazione culturale.

Spese ammissibili

Sono ammissibili i costi sostenuti direttamente dai soggetti beneficiari a partire dalla data di presentazione della domanda di agevolazione, concernenti le seguenti voci di investimento:

  • a) impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili, questi ultimi ammissibili purchè strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o erogazione dei servizi;
  • b) beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al programma di investimento da realizzare;
  • c) opere murarie, nel limite del 20% del programma di investimenti complessivamente ritenuto ammissibile e comunque nel limite del 10% del programma di spesa complessivamente ritenuto ammissibile incluse le spese di capitale circolante. Rientrano nelle opere murarie anche gli impianti generali di servizio all’immobile fatto salvo il caso di quelli strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi del programma agevolato rientranti nella lettera a). Sono ammissibili le seguenti spese di capitale circolante nel limite del 50% delle spese di investimento complessivamente ritenute ammissibili sostenute a partire dalla data di presentazione della domanda di agevolazione e, comunque, entro e non oltre 6 (sei) mesi dalla data di ultimazione dell’intervento, per:
    • materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti utilizzati nel ciclo produttivo caratteristico dell’impresa;
    • utenze relative alla sede oggetto del programma di investimento sita nelle Regioni agevolabili di cui all’art. 1 lett. l);
    • canoni di locazione relativi alla sede oggetto del programma di investimento sita nelle Regioni agevolabili di cui all’art. 1 lett. l);
    • prestazioni di servizi connesse all’attività produttiva agevolata del soggetto beneficiario;
    • perizia tecnica e polizza assicurativa riferite e connesse ai soli beni del progetto finanziato e fideiussione bancaria/assicurativa richiesta in sede di anticipazione, come previsto dal D.P.R. n. 22 del 05 febbraio 2018;
    • la sola apertura del conto corrente dedicato e/o vincolato al programma d’investimento;
    • costo del lavoro dipendente assunto a tempo indeterminato che non benefici di alcun’altra agevolazione, anche indiretta, o a percezione successiva, impiegato nel programma d’investimento da realizzare presso l’unità produttiva. Il costo del lavoro è determinato sulla base del costo aziendale annuo complessivo per risorsa e delle ore di lavoro riferite al periodo di realizzazione del programma agevolato.

Contributo massimo ammissibile

Ai soggetti del terzo settore può essere concesso, ai sensi e nei limiti del Regolamento de minimis, un contributo a fondo perduto fino all’80% (ottanta per cento) della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% (novanta per cento) – fermo restando il limite di intensità agevolativa previsto dal Regolamento de minimis – in caso il soggetto richiedente sia qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.
Alle imprese beneficiarie di cui al presente Titolo possono essere altresì concessi servizi di tutoraggio tecnico – gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

Cofinanziamento

I soggetti del terzo settore beneficiari devono garantire la copertura finanziaria residua del programma di investimento e capitale circolante dal 10% al 20% con mezzi propri, ovvero mezzi di terzi (e. finanziamento bancario), purché non assistiti da altre forme di aiuto pubblico.

Link al bando

https://ponculturaesviluppo.beniculturali.it/cultura-crea-nuove-regole-semplificate-e-una-nuova-misura-di-aiuto-anti-covid