Mamme sempre più equilibriste secondo Save the Children

Save the Children pubblica il report nazionale “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2020” dal quale emerge un quadro preoccupante. La condizione delle madri in Italia non riesce a superare alcuni gap, come quello molto gravoso del carico di cura, che costringe molte di loro a una scelta netta tra attività lavorativa e vita familiare.

Una situazione già critica, ulteriormente peggiorata con l’emergenza Covid-19.
Secondo un’analisi elaborata da Save the Children sui questionari somministrati dall’Associazione Orlando, le mamme nell’ultimo periodo sono sempre più “equilibriste”: nonostante quasi la metà (44,4%) stia proseguendo la propria attività lavorativa in modalità agile, tra queste, solo il 25,3% ha a disposizione una stanza, separata dai figli e compagni o mariti, dove poter lavorare. Per 3 mamme su 4 (74,1%), il carico di lavoro domestico è aumentato.

Il carico di cura nelle famiglie più a rischio povertà è sulle spalle delle donne, senza il supporto degli uomini: oltre la metà è da sola a occuparsi dei figli (51,7%) e a fare la spesa (50,3%). Pulire la casa, lavare i vestiti (l’80,2%), cucinare (70,5%) resta un “compito” quasi esclusivamente femminile.

Le misure introdotte in marzo con il decreto “Cura Italia” e rinnovate con il decreto “Rilancio” hanno riguardato una platea alquanto ridotta di genitori lavoratori: dagli ultimi dati disponibili, solo 242 mila lavoratori e lavoratrici hanno fatto domanda per il congedo previsto per genitori con figli di età non superiore ai 12 anni, poche anche le richieste per il bonus baby sitter (alternativo al congedo) di massimo 600 euro.

Con l’avvio della fase tre, le più penalizzate rischiano di essere le madri lavoratrici, circa il 6% della popolazione italiana. Con la mancata riapertura dei servizi per la primissima infanzia molte donne, soprattutto quelle con retribuzioni più basse e impiegate in settori dove è necessaria la presenza fisica, rischiano di dover decidere di non rientrare al lavoro, aggravando la già difficile situazione dei livelli occupazionali femminili italiani. Per quelle che invece potranno lavorare in smart working, è forte il rischio di un carico eccessivo di lavoro e di cura” dice Antonella Inverno, Responsabile Politiche per l’infanzia di Save the Children, che prosegue “Non è solo la chiusura dei servizi per la prima infanzia a preoccupare le madri, ma anche la gestione della didattica a distanza che, soprattutto per le scuole primarie, necessita di un continuo supporto da parte di un adulto a casa e la gestione del carico emotivo dei figli, ancora oggi dimenticati dalla politica nella fase della ripartenza. È necessario adottare al più presto un Piano straordinario per l’infanzia e l’adolescenza, che metta al centro i diritti dei minorenni, perché le famiglie non devono essere lasciate sole ad affrontare le sfide educative e sociali che la crisi sanitaria ha imposto”.