223 milioni per l’economia sociale

impresa sociale

di Marilena De Nigris

Aperto lo sportello di “Italia Economia sociale”, la “nuova misura agevolativa” del Ministero per lo Sviluppo economico dedicata alla nascita e allo sviluppo di imprese che operano nel mondo del no profit.

Progetti di inserimento lavorativo dei disabili, di recupero dei beni confiscati alle mafie, di sostegno alle donne maltrattate, di ricollocazione dei disoccupati e tutte quelle idee di utilità sociale che sostano sui tavoli degli enti del terzo settore potranno finalmente essere realizzati con le “agevolazioni per il rafforzamento dell’economia sociale”.

Istituito ormai oltre due anni anni fa, con decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 3 luglio 2015, il regime di aiuto intende promuovere la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale sostenendo programmi di investimento per la creazione o per lo sviluppo di imprese sociali.

Beneficiare dello strumento sono le imprese sociali, le cooperative sociali e le società cooperative onlus che potranno fare richiesta allo Sportello “Italia Economia Sociale” per accedere ai 223 milioni di finanziamenti agevolati, associati obbligatoriamente a finanziamenti bancari ordinari, e, in alcuni casi, a contributi a fondo perduto, a fronte di programmi d’investimento, in qualunque settore, ma coerenti con le finalità istituzionali di utilità sociale.

Nello specifico, viene concesso un finanziamento agevolato dal Mise, a un tasso dello 0,75% e della durata massima di 15 anni, sempre associato a un finanziamento bancario, a tassi di mercato, con un istituto che ha aderito alla convenzione ad hoc per questo strumento. Per ora le banche le banche aderenti alla Convenzione Mise – Abi – Cdp sono sole due: Unione di Banche Italiane S.p.A. (UBI Banca) e Medio Credito Italiano S.p.A. – Gruppo Intesa San Paolo.

Il finanziamento agevolato e quello bancario sono regolati in modo unitario da un unico contratto e prevedono una percentuale di copertura delle spese ammissibili pari complessivamente all’80%, con una quota di finanziamento bancario pari al 30%. Infine, è previsto un”premio” a fondo perduto per un massimo del 5% su alcuni investimenti, al di sotto dei 3 milioni e a saldo dei progetti terminati. I programmi di investimento devono concludersi entro 36 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento e prevedere spese ammissibili comprese tra 200mila euro e 10 milioni di euro.

Le agevolazioni potranno essere richieste fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

La domanda di agevolazione si presenta esclusivamente online utilizzando la modulistica disponibile nella sezione “Imprese sociali” del sito del ministero dello Sviluppo economico e deve essere inviata via PEC all’indirizzo es.imprese@pec.mise.gov.it.

Per informazioni e chiarimenti in merito alla normativa di riferimento e alla presentazione delle domande di agevolazione da parte delle imprese e delle richieste di adesione da parte delle banche alla Convenzione Mise-Abi-Cdp del 28 luglio 2017: Ministero dello Sviluppo Economico – Divisione VI – Incentivi fiscali e accesso al credito, es.info@mise.gov.it




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