Conferenza CSVnet a Matera

Entro il 2019 i Centri di servizio per il volontariato italiani saranno 49, si legge nel comunicato dell’ONC, l’Organismo nazionale di controllo dei CSV, come deliberato nell’ultima riunione tenutasi lo scorso 10 ottobre. Viene così applicato l’articolo 61 del Codice del terzo settore (Dlgs 117/2017), il quale ha disposto il nuovo accreditamento dei Centri di servizio e dettato i criteri per determinare il loro numero.

La notizia ha anticipato di poche ore un’altra notizia rilevante: la sentenza della Corte costituzionale che, giovedì mattina 11 ottobre, ha respinto i ricorsi di Lombardia e Veneto contro gli articoli del Codice del terzo settore riguardanti proprio i Centri di servizio per il volontariato. Sono stati questi gli eventi che hanno inaugurato la Conferenza annuale dei Csv che si è tenuta a Matera dall’11 al 14 ottobre, una delle più affollate di sempre, con 350 partecipanti da 57 Centri di servizio per il volontariato (su 64 soci), tra i quali anche il Csv San Nicola.

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Nella cerimonia di apertura ne ha parlato lo stesso segretario generale dell’ONC Massimo Giusti insieme al dirigente del ministero del Lavoro e Politiche sociali Alessandro Lombardi, al presidente di Csvnet Stefano Tabò e alla portavoce del Forum nazionale del terzo settore Claudia Fiaschi.

La Conferenza è proseguita con l’approfondimento di tematiche più tecniche, come la riforma del terzo settore, il bilancio sociale, l’economia collaborativa, ma, soprattutto, è stata centrata sui principali temi di intervento concreti delle associazioni e degli stessi CSV, e sulla discussione attorno a dati recenti, progetti da avviare o in pieno svolgimento. A parlarne, tra gli altri, la statistica Linda Laura Sabbadini, il docente della Statale di Milano Maurizio Ambrosini, il sociologo de La Sapienza Giambattista Sgrittail ricercatore ed esperto del mondo giovanile Stefano Laffi.

L’intera giornata di sabato 13, invece, è stata dedicata a cinque gruppi lavoro sui temi dell’immigrazione, dei giovani, dell’economia, dei beni comuni, culturali e paesaggisti, sulla povertà. Tutti partivano da ricerche interne e attività in cui CSVnet è impegnata in questi mesi e lo sarà nei prossimi. Le introduzioni e i resoconti sintetici dei gruppi sono intanto disponibili nel focus dedicato alla conferenza.

“È stata una conferenza che ci ha consolidato, ma senza ingessarci, – ha detto il presidente dell’associazione Stefano Tabò a conclusione dell’evento, – e che ha confermato il ruolo dei CSV come fonti di conoscenza e non solo di informazione”.