Giovedì 20 Marzo 2025 alle 18:00, il Centro Antiviolenza Li.A. dell’Ambito Territoriale di Gioia del Colle, in collaborazione con il Comune di Casamassima, inaugura la mostra “Com’eri vestita?”, contro i pregiudizi sulle donne abusate, presso il Palazzo delle Monacelle a Casamassima.
La mostra “Com’eri vestita?” è visitabile dal 20 al 24 Marzo 2025.
Orari di visita: 10:00-12:00; 16:30-19:30 – Domenica 23 Marzo solo la mattina (10:00-12:00)
Ingresso libero. Per info: 329 66 58 408.
All’inaugurazione intervengono: Giuseppe Nitti, Sindaco di Casamassima, Azzurra Acciani, Vicesindaca di Casamassima, Salvatore Nacarlo, Assessore al Welfare di Casamassima, Maria Antonietta Menchise, Avvocata del Centro Antiviolenza Li.A. dell’Ambito di Gioia del Colle.
17 abiti che raccontano 17 storie di donne violate: tute, pigiami, divise da lavoro, maglioni a collo alto che riproducono quelli reali indossati al momento dell’abuso. È lungo quei fili di cotone che corre la mostra itinerante “Com’eri vestita?”, nata per destrutturare i pregiudizi che colpevolizzano le donne vittime di stupro e abusi e che approda anche nella città di Casamassima.
Visitatori e visitatrici conosceranno le storie che si celano dietro quegli abiti e quanto siano comuni questi indumenti. Troppo spesso, ancora oggi, la frase “com’eri vestita?” viene rivolta a donne vittime di stupro.
L’esposizione, nella sua essenzialità, vuole essere testimonianza, occasione di riflessione e confronto sul tema della parità di genere, per sfatare gli stereotipi e continuare ad aiutare le donne a trovare la forza per liberarsi dalla violenza.
“Ero a scuola per un corso pomeridiano, ero una ragazza introversa e silenziosa. Mi vestivo con maglioni e pantaloni larghissimi, mi nascondevano ed era quello che volevo. Quando sono andata in bagno lui mi ha seguita. Mi ha violentata e mi ha lasciata per terra”
Accanto a queste poche parole un maglione grigio e un paio di jeans. Un maglione e un paio di jeans che ogni donna ha nel proprio armadio.
La mostra “Com’eri vestita?” nasce nel 2013 da un’idea di Jen Brockman, direttrice del Centro per la prevenzione e formazione sessuale di Kansas, e di Mary A. Wyandt-Hiebert, responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas. La mostra è stata diffuso in Italia dall’Associazione Libere Sinergie, che l’ha riadattata al contesto socio-culturale italiano. Al Sud, e precisamente in Puglia, la mostra è arrivata attraverso il lavoro di Rosangela Paparella e di Sud Est Donne APS.















