Lunedì 19 Ottobre 2026 alle 17:00, la Rete AMA – Rete Pugliese dei Centri Antidiscriminazione si presenta pubblicamente con l’evento inaugurale “Le facce invisibili della discriminazione omolesbotransfobica”, presso il Padiglione 152 della Fiera del Levante di Bari.
Evento accreditato presso l’Ordine degli Assistenti Sociali – Consiglio Regionale Puglia (ID 111944 – 2 crediti formativi).
La rete è stata costituita il 7 Giugno 2026 dai Centri Antidiscriminazione Mo.N.Di. di Bari, L’Amara di Lecce e Centro Aria di Foggia, partendo dalla convinzione che i diritti si difendono sui territori, facendo rete e chiedendo politiche pubbliche efficaci e coerenti.
Si tratta della prima rete regionale di questo tipo, aperta all’adesione di nuove realtà e territori.
La Rete AMA lavora per rafforzare la voce comune dei CAD verso le istituzioni, ottenerne il riconoscimento politico e costruire le condizioni, anche economiche, per garantire continuità all’accoglienza che offrono.
Programma
- Saluti istituzionali
- Zeno Ricchiuti, presidente MiXED Queer, Bari
- Cristian Casili, assessore al Welfare, Sport e Politiche giovanili della Regione Puglia
- Valentina Romano, dirigente del Dipartimento Welfare della Regione Puglia
- Panel: Approcci intersezionali alle discriminazioni omolesbobiatransfobiche
- Introduce e modera Rosy Paparella, coordinatrice CAD Mo.N.Di. di Bari
- Erminia Rizzi, operatrice legale sportello Babylon Ass. Gruppo Lavoro Rifugiati (GLR) e ASGI
- Antonio Giampietro, garante regionale dei diritti delle persone con disabilità
- Giuseppe Del Grosso, assistente sociale, Ufficio Difesa Civica Consiglio Regionale
- Presentazione del Manifesto della Rete AMA e dei suggerimenti per la presa in carico di persone migranti LGBTQIA+
- Introduce e modera: Alice Valenza, operatrice CAD Mo.N.Di. di Bari
- Alice Rizzi, operatrice Centro Aria di Foggia
- Alessia Bleve, operatrice CAD L’Amara di Lecce
- Gaia Barletta, operatrice CAD L’Amara di Lecce
«La Rete serve a mettere in comunicazione i CAD, a rafforzare la loro voce comune verso le istituzioni e a garantire continuità a un lavoro che finora ha camminato su gambe fragili. Non vogliamo essere soltanto un servizio specialistico che si aggiunge al welfare esistente: siamo anche un presidio politico, nato dalle comunità e per questo in grado di leggere discriminazioni che altrimenti non vengono viste».
Rosy Paparella, coordinatrice CAD Mo.N.Di.















