Domenica 22 Dicembre 2025 alle 19:00, il Centro Studi Cultura et Memoria APS, all’interno del progetto Madre Patria, inaugura l’esposizione “Le Parole che abito”, opera collettiva interculturale che affronta il tema della parità di genere attraverso il linguaggio e il gesto del ricucire, nell’atrio di Palazzo Caputi, a Ruvo di Puglia.
L’opera resterà fruibile per tutto il periodo natalizio, grazie alla collaborazione con Luci e suoni di Artista e con il laboratorio urbano Apriti Ruvo.
La formazione e il concept artistico sono firmati da Patrizia Labianca.
Realizzato con il contributo del Consiglio Regionale della Puglia nell’ambito dell’avviso Futura La Puglia per la Parità (3ª edizione) e con il patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia.
Il progetto coinvolge donne italiane, marocchine, tanzaniane, keniane, peruviane, ecuadoregne e albanesi in un rito collettivo che ha trasformato parole vissute, subite o taciute in tessuto connettivo. Al centro del lavoro, la consapevolezza che la parola è un abito e che il linguaggio condiziona l’ambiente in cui viviamo sin dalla nascita.
Solo una maggiore attenzione e consapevolezza delle parole che usiamo può generare quel cambiamento culturale necessario alla costruzione della parità di genere.
La restituzione del processo creativo è un grande arazzo: un tessuto vivo e connettivo. Un’opera che nasce dal gesto del cucire e del ricucire come pratica simbolica e politica. Ogni punto è sutura di ferite lasciate da parole violente, stereotipate o discriminatorie; ogni punto afferma rispetto, dignità, uguaglianza e opportunità.















