NoixVoi: Costruiamo insieme la Quarantana

Domenica 9 marzo “Costruiamo INSIEME la Quarantana”, il nuovo progetto di inclusione sociale e riscoperta delle tradizioni della propria terra firmato NoixVoi Onlus, si avvia verso la sua conclusione. Questo istruttivo percorso giungerà al termine con l’installazione della quarantana nell’incrocio tra Via Mario Pagano e Via Pier Gobetti a Ruvo. Tutta la cittadinanza e le diverse realtà associative coinvolte sono invitate. Realizzato in collaborazione con Associazione L’ala di riserva Onlus, Associazione A.I.A.S., Associazione Ali Di Scorta, Associazione La Breccia, Caritas – Settore Minori, Centro Diurno "Nel Regno Di Oz", Associazione Teatrale Biagio Minafra, il progetto ha come fine principale quello di coinvolgere tutte quelle piccole realtà associative ruvesi del mondo del Volontariato e della Cultura. Esso, poiché rientra all’interno di un contesto territoriale più grande quale il Carnevale ruvese, festeggiato la sera del martedì grasso, indirizza tutte le proprie attenzioni verso quello che è il simbolo del suo epilogo: la Quarantana. Ago della bilancia per questo nuovo ed ambizioso “Patto”, l’Associazione NoixVoi Onlus, che ha visto nel suo Presidente Cosimo Colaprice un accanito sostenitore dell’idea di RETE, sottolineando quanto fosse importante convogliare tutte le energie, le finalità e le potenzialità di ogni Associazione partecipante verso l’unico obiettivo di rendere l’azione comune più incisiva a beneficio di tutti, dai soggetti “deboli” a tutta quanta la città. Una specie di network insomma, che oltre a tenere impegnati in attività ricreative quei particolari individui che altrimenti sarebbero rimasti intrappolati nelle loro diverse forme di solitudine, coinvolge in prima persona tutte le Associazioni: chi ha portato i vestiti, chi le scarpe, chi borse o vecchi foulard, dando come risultato un dinamico lavoro di squadra. Perché l’incontro con l’altro è prezioso, come prezioso è stato il contributo dell’Associazione Teatrale Biagio Minafra, che ha messo a disposizione in maniera gratuita un suo volontario per questo percorso didattico prima teorico e poi pratico. Egli infatti, ha prima costruito il suo personale fantoccio come da puntuale tradizione, e poi si è trovato per la prima volta nell’emozionante situazione di doverne creare uno alla presenza di cinquanta-sessanta persone tra bambini, adulti ed anziani. Conseguenza? Tutti hanno imparato qualcosa. E questo è solo uno di una lunga serie di progetti, come quelli che in passato hanno visto protagonisti ragazzi diversamente abili in un vero e proprio Corso di ceramica o nel Laboratorio di Movimento in Pineta.