Soggetti ammessi:
Nella prima fase, la Fondazione procede in ordine cronologico all’esame delle idee progressivamente proposte, fino a esaurimento delle risorse disponibili e non oltre la data di scadenza prevista. Sono ammesse alla seconda fase di progettazione esecutiva solo le idee che:
- risultino coerenti con gli obiettivi e con la strategia di valorizzazione di beni confiscati definiti nel Regolamento;
- prevedano la valorizzazione di un bene confiscato:
- assegnato da non più di 3 anni (dalla data di presentazione della proposta);
- che non sia stato oggetto di altro finanziamento da parte della Fondazione (sia a valere sui bandi dedicati ai beni confiscati che su altri bandi o iniziative promosse dalla Fondazione);
- nella piena e legittima disponibilità del soggetto responsabile per un periodo residuo di almeno 10 anni a partire dalla data di presentazione della proposta;
- siano presentate, in qualità di soggetto responsabile, da un ente del terzo settore:
- iscritto al Registro nazionale del terzo settore (RUNTS) o, nelle more del processo di perfezionamento del RUNTS, iscritto alla previgente anagrafe delle ONLUS;
- che non abbia mai ricevuto un contributo dalla Fondazione, in qualità di soggetto responsabile, a valere sulla linea dedicata ai beni confiscati alle mafie;
- costituito prima del 1° gennaio 2023, in forma di atto pubblico oppure di scrittura privata autenticata o registrata;
- con sede legale e/o operativa nella regione del Sud Italia in cui è localizzato il bene confiscato oggetto di intervento
Ambiti di intervento/attività finanziabili:
Beni confiscati
Spese ammissibili:
Spese fiunzionali al progetto
Contributo massimo ammissibile:
400.000,00€
Cofinanziamento:
20%
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