Giovedì 24 Aprile 2025 dalle 18:00, la Cooperativa Unsolomondo presenta nella Bottega di Bari, in via Pavoncelli 124, l’esperienza e le proposte di moda etica e solidale in memoria delle vittime del 24 Aprile 2013 del Rana Plaza a Dacca in Bangladesh, la più grave tragedia della storia della moda.
Ingresso libero.
La proposta di una moda etica e sostenibile, in alternativa alla fast-fashion consumistica e altamente inquinante, per una moda satisFashion, rispettosa per le persone e per l’ambiente, senza sfruttamento, è presentata in Bottega per testimoniare che creatività e impegno sono una concreta alternativa per un mondo migliore.
Saranno presentati i progetti UnicheUnite delle lavoratrici di La Perla di Bologna; O’PRESS della Casa Circondariale di Marassi di Genova; Armstrong del Tirupur, popoloso distretto in India; CraftLink, organizzazione vietnamita, gestita da personale locale; CraftBeauty del Vietnam; Cumbra in Colombia.
- UnicheUnite delle lavoratrici di La Perla di Bologna rivendica dignità e lavoro contro la speculazione e lo sfruttamento
- O’PRESS della Casa Circondariale di Marassi di Genova, in partnership con altre organizzazioni, realizza la serigrafia bio di bellissime grafiche su magliette in cotone FairTrade;
- Armstrong del Tirupur coniuga attenzione, formazione e diritti dei lavorator* con rispetto e tutela dell’ambiente;
- CraftLink offre sostegno alle artigiane nella produzione e diffusione, secondo criteri sostenibili equi e solidali, dei prodotti, per migliorare le condizioni di vita delle famiglie delle aree rurali del Vietnam;
- CraftBeauty produce valore dal lavoro di persone fragili e in difficoltà con percorsi formativi e di empowerment, regolarmente contrattualizzat* e pagat*;
- Gli accessori del progetto Cumbra sono realizzati a mano dalle artigiane della Colombia, con materiali raccolti direttamente dalla foresta, con creatività e tradizione, nel rispetto della Terra, favoriscono lo sviluppo di piccole comunità, nel rispetto e nella dignità del lavoro.
Mai più Rana Plaza è il grido delle tante vittime, prevalentemente donne e bambin*, e degli oltre 2.500 ferit* del crollo di una fabbrica tessile fatiscente. Donne e bambin* vittime di lavoro sfruttato, mal pagato, svolto senza alcuna sicurezza e in condizioni precarie e malsane, per la produzione di capi di abbigliamento di grandi e famosi marchi di tutto il mondo.












