Siglato il protocollo d’intesa del Terzo settore pugliese sui fondi europei

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Sono 7,12 miliardi, di cui €3,56 miliardi stanziati dall’UE attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo Sociale Europeo (FSE) e l’altra metà derivante dal cofinanziamento nazionale, i fondi deliberati dalla Commissione europea per il programma operativo 2014-2020 della Puglia. Anche il Terzo settore pugliese vuole essere uno dei protagonisti nella definizione dell’attribuzione di questi fondi in azioni utili allo sviluppo del territorio.

A tal fine, venerdì 1 aprile, presso il Csv “San Nicola, alla presenza di numerose associazioni, è stato siglato un Protocollo d’Intesa per la costituzione di un gruppo di lavoro comune sulla programmazione e sulla gestione partecipata dei Fondi europei 2014-2020 tra il Coordinamento dei Centri di servizio al volontariato della Puglia, rappresentato dal presidente Rino Spedicato, il Co.Ge. Puglia – Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato, con il presidente Giustiniano De Francesco, il Forum del Terzo Settore pugliese, rappresentato dal portavoce Gianluca Budano, la ConVol Puglia – Conferenza permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato, con la responsabile del Coordinamento Rosalba Gargiulo.

L’Intesa prevede diverse azioni: informazione verso le organizzazioni di Terzo settore e le comunità sulla programmazione dei fondi europei 2014-2020, sulle opportunità presenti nei Por – Programma Operativo Regionale e Psr Programma di Sviluppo Rurale in risposta ai bisogni del territorio; la realizzazione di specifici percorsi comuni di studio e formativi rivolti ai referenti del Terzo settore locale per l’elaborazione di proposte per la riprogrammazione dei Por e dei Psr a livello regionale; attività regionali o locali di carattere seminariale e convegnistico e attività di animazione territoriale che favoriscano la più ampia partecipazione delle organizzazioni del Terzo settore e la stipula di intese o patti di sussidiarietà con le istituzioni pubbliche locali.

Rino Spedicato, presidente del Coordinamento dei Centri di servizio al volontariato pugliesi, ha dichiarato: “Il Protocollo è un documento dal valore strategico a partire dal partenariato tra i firmatari che rappresentano il Terzo settore della nostra regione. È un Protocollo che nasce da un lavoro avviato in tutte le province pugliesi negli ultimi due anni, finalizzato ad intercettare i contributi delle associazioni e dei volontari per l’elaborazione dello stesso. Adesso bisogna far fare un salto di qualità e di responsabilità al nostro impegno di cittadini attivi, dobbiamo prendere in mano la Puglia e dire la nostra anche in un settore che sembrerebbe lontano da noi, come i fondi europei. L’ambizione del Protocollo è quella di dire qualcosa di significativo per orientare solidaristicamente i fondi europei destinati alla Puglia, ma per questo c’è bisogno di organizzazione e di lavoro in rete.”

Gianluca Budano, portavoce Forum Terzo Settore Puglia, afferma: “Il Protocollo vede insieme pezzi importanti del terzo settore pugliese: i Csv, il Forum del Terzo settore che ha in sé organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, imprese sociali, la Convol, il Coge in un ruolo più vitale e meno burocratico, in un’ottica di servizio alle OdV pugliesi. Ecco, dunque, sono questi soggetti che, da diversi punti di osservazione, hanno deciso di essere coesi nella lettura dei fondi strutturali europei in quelle aree che mostrano dei deficit strutturali nella vita quotidiana dei cittadini. Una coesione che ci porterà ad avere un ruolo di rappresentanza, come c’è già stato riconosciuto dalla Regione Puglia nella progettualità dei Red, delle istanze dei cittadini ai tavoli decisionali, facendo sì che i bandi per l’utilizzo dei fondi europei siano strutturati in modo realmente rispondente ai fabbisogni del territorio.”

Giustiniano De Francesco, presidente Co.Ge. Puglia, ha sottolineato: “Il Protocollo d’intesa ha l’obiettivo di promuovere la gestione partecipata del Terzo Settore alle varie fasi di programmazione, gestione e verifica pubblica dell’utilizzo delle risorse europee per lo sviluppo del nostro territorio, così come del resto è previsto dai regolamenti europei sul ruolo del partenariato sociale. Il Coge è uno dei promotori del protocollo perché accoglie in sé diverse anime, dalle ex fondazioni bancarie, al volontariato, alle istituzioni. Per questo può avere un ruolo importante nel favorire processi di collaborazione tra il terzo settore e le istituzioni, in linea con il principio di sussidiarietà sancito dall’art. 118 della nostra Costituzione, convinti che questa sia la strada per fornire uno stimolo ad uno sviluppo sostenibile e attento ai bisogni delle persone in difficoltà della nostra regione, promuovendo sostenibilità, equità e giustizia.”

Rosalba Gargiulo, responsabile Coordinamento regionale Con.Vol. Puglia, ha evidenziato: “La Con.Vol, non da oggi ha manifestato la volontà di lavorare in rete con gli altri soggetti del terzo settore e non solo perché solo operando insieme si possono fare grandi cose e si può “fare bene il bene”, come diceva San Vincenzo De Paoli. Oggi, in particolare, tale collaborazione risulta acquisire la caratteristica dell’urgenza per garantire lo sviluppo della nostra regione, mediante il migliore utilizzo dei Fondi Strutturali Europei, del Programma Operativo Regionale e dell’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale e dell’Agricoltura Sociale, almeno nella parte più vicina al sociale. Con la sottoscrizione di questo Protocollo intendiamo, insieme, ciascuno con la sua identità, offrire le nostre competenze e le nostre professionalità, per stringere nuove alleanze strategiche a favore del territorio, ma anche ribadire l’identità e l’autonomia del Terzo Settore, maturo da tempo, per svolgere il suo naturale ruolo politico.”

Guido Memo, direttore di Non per profitto, consulente ed esperto di politiche sociali, ha spiegato la nascita del Protocollo “Le regole europee prevedono nella programmazione e nell’attuazione dei bandi la presenza del partenariato sociale, tra cui le organizzazioni dell’economia solidale, la cittadinanza attiva. Affinché sia garantita questa presenza è stato pensato e siglato il Protocollo. I tempi previsti per l’attuazione della azioni del Protocollo – aggiunge Memo , entrando nel vivo delle attività – sono incalzanti: presto su iniziativa dei Csv partirà il corso di formazione sullo studio dei Por rivolto agli operatori dei Csv e ai quadri regionali del mondo del volontariato. Successivamente si andrà nei territori per creare delle reti con le istituzioni e trovare anche altri partner del privato economico.”  

Scarica il testo del Protocollo d’intesa Fondi Europei 2014-2020