I Csv al servizio del terzo settore

terzo settore

di Marilena De Nigris
214mila servizi a 45.842 organizzazioni no profit, di cui 31.827 odv. Sostegno soprattutto alle associazioni meno strutturate, ma in aumento i servizi agli altri enti del terzo settore. I numeri del Report sulle attività dei Csv di Csvnet e le novità della Riforma.

Csv: crescono i numeri dei servizi e degli utenti

I Centri di servizio al volontariato sono ormai un punto di riferimento insostituibile per migliaia di organizzazioni di volontariato italiane, soprattutto le meno strutturate. È quanto si evince dall’ultima edizione del Report sulle attività dei CSV realizzato da CSVnet. Nel 2015 il 65% delle odv, ossia ben 31.827 su 49.122 presenti nelle banche dati dei Csv (iscritte e non iscritte nei Registri regionali), ha usufruito almeno una volta dei servizi erogati dai Centri.

I Csv, inoltre, si attestano non solo come enti di supporto, ma anche come luoghi di partecipazione del volontariato: sono 9.621 i soci che li gestiscono, di cui l’87% sono odv e 12,5% altre realtà del terzo settore. Ma i volontari sono presenti anche negli organi collegiali e come aiuto allo staff: sono 2.407 persone le quali prestano la loro opera a titolo gratuito.

Altro elemento interessante è l’aumento dei beneficiari dei servizi dei Csv rispetto al 2011, complessivamente 45.842 organizzazioni no profit, di cui la quota maggioritaria è sempre costituita dalle odv (69%), ma che vede una crescita della presenza di associazioni di promozione sociale, cooperative e altri enti del terzo settore (+15%). Ciò evidenzia una tendenza dei Csv ad aprirsi a tutto il mondo no profit, quindi una capacità di rispondere alle esigenze anche dei volontari di altri enti e non solo delle odv, come la legge 106/2016 ha poi decretato. Fonte: Report sulle attività dei Csv, Csvnet

La mole di servizi offerti dai 377 punti di servizio dei Csv, fra sedi e sportelli attivi su tutto il territorio nazionale, è impressionante: 214 mila servizi per lo più gratuiti. L’infografica che segue può meglio sintetizzare i numeri delle maggiori attività e restituire un’idea dell’opera dei Centri. Fonte: Report sulle attività dei Csv, Csvnet

La Riforma e i Csv

La Riforma del terzo settore ha legittimato e valorizzato la presenza ormai ventennale dei Csv in tutto il territorio nazionale. Ciò spiega la volontà da parte del Governo a rendere più omogenea e regolamentata la loro presenza e attività sul territorio nazionale. Non a caso nel recente Codice del terzo settore ben 6 articoli sono dedicati ai Csv, ossia quasi il 14% del totale.

Molte sono le novità per i Centri, a partire dall’allargamento della base associativa a tutti gli enti del terzo settore e non solo alle odv, nonché l’ampliamento dei soggetti beneficiari dei servizi a tutti i volontari degli enti no profit.

L’obbligo di assunzione di personalità giuridica e di accreditamento, che comporterà anche un accorpamento dei Csv per effetto dei nuovi criteri distributivi. È un punto che farà molto discutere in considerazione del fatto che le attività e i servizi dei Centri devono rispondere, tra gli altri, ai principi di prossimità e territorialità. È difficile pensare di potere rispondere ai bisogni del territorio non essendo vicini ad esso. Il ridimensionamento in Puglia interesserebbe 4 dei 5 Csv presenti.

La definizione dei contenuti dello statuto dei Csv e il principio delle porte aperte.

La stabilizzazione triennale del finanziamento attraverso il fondo unico nazionale alimentato dai contributi annuali delle fondazioni di origine bancaria e amministrato da un organismo nazionale di controllo, coadiuvato da organismi territoriali. Ciò garantirà una più equa ripartizione del fondo e la possibilità di una programmazione di lungo periodo. Inoltre, è fissato il divieto di erogare direttamente in denaro risorse provenienti da questo fondo, regola già consolidata in Puglia rispetto ad altre regioni in cui i Csv erogano denaro direttamente alle odv per le loro attività. Importante per la erogazione del maggior numero di servizi la possibilità di reperire altre risorse extra fondo, raccolta negata ai Csv pugliesi fino a qualche anno fa, proprio per le diverse regolamentazioni territoriali di funzionamento dei Centri.

Le funzioni dei Csv rimangono sostanzialmente le stesse: promozione; orientamento e animazione territoriale; formazione; consulenza, assistenza qualificata e accompagnamento; comunicazione e informazione; ricerca e documentazione; supporto tecnico logistico; controllo delle attività degli enti del terzo settore. Queste attività e i servizi devono rispondere ai principi della qualità e dell’economicità, oltre ai già citati principi di prossimità e territorialità ed essere pubblicizzati e trasparenti.

Entro il prossimo anno saranno emanati 39 provvedimenti attuativi di cui 26 solo per il Codice del terzo settore. Un nuovo orizzonte si apre per i Csv e tutto il terzo settore: la sfida è sapere interpretare il cambiamento.