Dal 7 al 9 Novembre 2025, la città di Martina Franca ospita il XIX Congresso Nazionale F.I.R.-C.B. Servizio Emergenza Radio, un appuntamento di rilievo per il mondo del volontariato e della comunicazione d’emergenza. L’evento, che si svolge presso la Masseria “Chiacone Torricella Resort”, è organizzato dalla Federazione Italiana Ricetrasmissioni Citizen’s Band – Servizio Emergenza Radio (FIR-CB) e gode del patrocinio morale del Centro Servizi Volontariato della provincia di Taranto ETS e della Confederazione regionale dei Centri di servizio per il volontariato (CSVnet Puglia).
Quando, per un terremoto o per un’altra calamità naturale, la fibra ottica si interrompe, i satelliti smettono di rispondere e la rete cellulare va in tilt, la comunicazione non si ferma: a mantenerla attiva sono i radioamatori e i volontari della FIR-CB, che operano in coordinamento con la Protezione Civile per garantire collegamenti sicuri anche nelle situazioni più difficili.
Lo stato dell’arte di questo fondamentale comparto, dalla comunicazione d’emergenza alle nuove sfide tecnologiche, fino alla formazione e all’aggiornamento degli operatori volontari, sarà al centro dei lavori del congresso, intitolato “Futures Waves”. L’iniziativa riunirà delegati provenienti da tutta Italia che, con il contributo dei rappresentanti delle istituzioni e degli operatori della Protezione Civile, delineeranno le strategie e le linee guida della Federazione per il prossimo triennio.
In Puglia, la rete FIR-CB è tra le più dinamiche del Paese, con oltre mille volontari e numerose associazioni che offrono supporto tecnico e operativo in occasione di emergenze, ricerche di persone scomparse, alluvioni e attività di prevenzione. Una realtà consolidata che unisce esperienza, passione e capacità di innovazione, rappresentando un punto di forza per l’intero sistema nazionale di protezione e soccorso.
Annunciando l’evento, Luca Genco, presidente regionale della FIR-CB Puglia e Ser Martina Franca, dichiara: «La comunicazione d’emergenza è il cuore del nostro impegno: quando le reti digitali collassano, la radio continua a garantire il contatto tra operatori, istituzioni e cittadini. È una forma di comunicazione che resiste al tempo e che si rinnova grazie alla formazione e al contributo dei nostri volontari».












