Invito Sviluppo Locale 2009

Invito Sviluppo Locale 2009

La Fondazione per il Sud, giunta al terzo anno di attività, continua il suo percorso volto alla promozione e al rafforzamento dell’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. L’attenzione della Fondazione si rivolge, con l’Invito Sviluppo Locale 2009, alla tematica cruciale dello sviluppo locale delle regioni del Mezzogiorno. La Fondazione sollecita alcune specifiche aree delle regioni del Sud ad una mobilitazione di energie per creare occasioni di sviluppo a partire dalla valorizzazione delle risorse locali.

L’Invito si rivolge ad aree locali caratterizzate da forte disagio economico e sociale, con particolare riferimento alla presenza della criminalità, dove maggiormente è sentita l’urgenza di un sostegno allo sviluppo locale e dove, tuttavia, si riscontra una presenza significativa sia del volontariato e del terzo settore su cui “incardinare” l’azione. In Puglia sono state individuate l’area metropolitana del Quartiere San Paolo di Bari e le Aree comunali dei comuni di Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis in provincia di Foggia.

Le organizzazioni del volontariato e del terzo settore delle aree locali selezionate sono chiamate ad esprimere idee e proposte di intervento volte allo sviluppo del territorio. La Fondazione mette a disposizione fino a un ammontare massimo complessivo di 7 milioni di euro.

    Ogni proposta progettuale dovrà prevedere minimo due ambiti di intervento dei 5 seguenti, di cui almeno uno prioritario (ambiti a e b):

  1. Educazione dei giovani, intesa principalmente come contrasto alla dispersione scolastica di soggetti a rischio di insuccesso o di fuoriuscita dal sistema educativo, cui fornire le competenze necessarie per inserirsi con maggiori possibilità nella società e nel mondo del lavoro. Un’educazione intesa in senso ampio, come strumento di inclusione sociale e contrasto alla marginalità, che includa il sostegno all’infanzia e alla gioventù in condizioni di disagio, la comprensione e la costruzione della propria personalità, i progetti di vita, la percezione della realtà, la motivazione all’apprendimento, la formazione professionalizzante dei giovani, la promozione della cultura scientifica e tecnologica, il rispetto dell’ambiente, l’educazione alla cultura civica, e soprattutto alla legalità.
  2. Mediazione culturale e accoglienza/integrazione degli immigrati, tesa a favorire l’accoglienza, l’integrazione, la partecipazione scolastica e l’inserimento professionale dei giovani immigrati di seconda generazione, concedendo loro la possibilità di costituire una risorsa per lo sviluppo locale, sia in termini di professionalità che di capacità imprenditoriali. Diversamente, essi potrebbero alimentare i flussi verso la devianza, contribuendo ad aggravare la già difficile condizione di molte aree del Mezzogiorno.
  3. Sviluppo del capitale umano di eccellenza, avente come obiettivo primario il drenaggio della “fuga di cervelli”, attraverso la messa in rete delle migliori risorse ed energie del territorio capaci di offrire risposte efficaci ed occasioni di sviluppo per le giovani generazioni meridionali nel proprio territorio di origine.
  4. Cura e valorizzazione dei "beni comuni". Con beni comuni ci si riferisce a beni collettivi locali costituiti da un ambiente con particolari qualità naturalistiche (per esempio, foreste, montagne, coste) o storico-artistiche e culturali intese in senso lato (non solo manufatti storico-artistici di particolare pregio, ma anche tradizioni culturali locali come quelle legate a feste o riti, o anche a particolari produzioni artigianali o agricole e a altre attività radicate nei territori, come per esempio le tradizioni enogastronomiche). I beni comuni così intesi sono un tipo particolare di beni collettivi. Uniscono infatti alla proprietà tipica dei beni collettivi – l’apertura al consumo di tutti i possibili fruitori (non escludibilità) – quella di essere soggetti al deperimento se la loro fruizione non è adeguatamente regolata (si pensi per esempio alle coste o alle foreste), e se essi non sono protetti e valorizzati (si pensi ai beni culturali o alle tradizioni locali). In tal senso, anche i beni confiscati alle organizzazioni criminali possono divenire un volano di sviluppo oltre che uno strumento di restituzione alla collettività di beni ad alto valore simbolico.
  5. Sviluppo, qualificazione e innovazione dei servizi socio-sanitari, attraverso azioni volte a rafforzare e diversificare l’offerta di servizi socio-assistenziali e/o socio-sanitari sul territorio di riferimento, privilegiando soprattutto interventi efficaci, efficienti e innovativi. Si tratta di predisporre iniziative esemplari su temi che siano di particolare gravità, non adeguatamente affrontati, e suscettibili di sperimentazioni innovative con l’associazionismo.

Entro venerdì 19 febbraio 2010, le reti locali del volontariato e del terzo settore interessate dovranno far pervenire alla Fondazione idee progettuali in grado di esprimere le caratteristiche generali dell’intervento proposto. La Fondazione selezionerà un’Idea Progettuale per ciascuna delle Aree Locali a forte disagio socio-economico. I proponenti dell’Idea Progettuale avranno 90 giorni dalla data di comunicazione dell’avvenuta pre-selezione per presentare alla Fondazione le Proposte di Progetto Esecutivo, tra le quali verranno selezionate per il finanziamento quelle ritenute più valide.

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