Progetti di conciliazione lavoro/famiglia

La Presidenza del Consiglio dei Ministri – DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DELLA FAMIGLIA ha emesso un avviso di finanziamento relativo all’anno 2011 per progetti che promuovano azioni positive volte a conciliare tempi di lavoro e tempi di cura della famiglia, in favore tanto dei lavoratori dipendenti quanto dei lavoratori autonomi.

SOGGETTI AMMESSI
I proponenti possono essere imprese e privati iscritti ai pubblici registri.

TERMINI E MODALITA'
Per accedere ai finanziamenti di cui al presente decreto, occorre presentare:
a) il modello di domanda (cfr. Modulistica – modello 1/A per i progetti presentati in favore di lavoratori dipendenti ai sensi dell’articolo 9, comma 1; modello 2/A per i progetti presentati da soggetti autonomi ai sensi dell’ articolo 9, comma 3);
b) il piano finanziario (cfr. Modulistica – modello 1/B per i progetti presentati in favore di lavoratori dipendenti ai sensi dell’articolo 9, comma 1; modello 2/B per i progetti presentati da soggetti autonomi ai sensi dell’articolo 9, comma 3), redatto secondo la “Guida alla compilazione del piano finanziario e alla rendicontazione”.

Per i progetti in favore di lavoratori dipendenti è necessario, altresì, a pena di esclusione, allegare:
a) l’accordo contrattuale, redatto ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento;
b) copia dell’atto costitutivo o dello statuto, ove esistenti, del proponente e di ciascuno dei partecipanti al soggetto collettivo di cui all’articolo 7;
c) copia dell’eventuale certificazione idonea a dimostrare la disabilità, la non autosufficienza o la grave infermità di soggetti che necessitano di cure familiari;
d) documentazione attestante la regolarità contributiva e assicurativa (DURC) del soggetto proponente e di ciascuno dei partecipanti al soggetto collettivo di cui all’articolo 7; la situazione di irregolarità contributiva del soggetto proponente, in qualunque momento accertata, costituisce condizione di esclusione dalla procedura di valutazione e di decadenza dall’eventuale ammissione a finanziamento;
e) fotocopia leggibile di un documento di identità del sottoscrittore, in corso di validità, da cui sia riscontrabile la firma.

Per i progetti in favore di soggetti autonomi è necessario, altresì, a pena di esclusione, allegare:
a) copia dell’atto costitutivo o dello statuto del proponente, ove esistente;
b) copia delle dichiarazioni dei redditi relative agli ultimi due anni antecedenti la domanda o, in mancanza, altri documenti atti a certificare la propria attività in vista della valutazione di congruità dei costi della sostituzione o collaborazione;
c) copia dell’eventuale certificazione idonea a dimostrare la disabilità del figlio, ove maggiorenne;
d) documentazione attestante la regolarità contributiva e assicurativa (DURC) del soggetto proponente in relazione ad eventuali lavoratori dipendenti ovvero, in mancanza di lavoratori dipendenti, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa ai sensi dell’articolo 47 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, relativa al fatto di non essere un datore di lavoro (cfr. Modulistica – modello 2/D); la situazione di irregolarità contributiva del soggetto proponente, in qualunque momento accertata, costituisce condizione di esclusione dalla procedura di valutazione e di decadenza dall’eventuale ammissione a finanziamento;
e) fotocopia leggibile di un documento di identità del sottoscrittore, in corso di validità, da cui sia riscontrabile la firma.

Per i progetti in favore di soggetti autonomi presentati da lavoratori a progetto che intendano delegare l’attuazione dell’intervento al proprio committente, occorre allegare, altresì, apposito mandato per la gestione del progetto; la delega è possibile solo a condizione che il committente rientri tra i soggetti ammissibili ai sensi dell’articolo 9, comma 1 e che la sostituzione o collaborazione sia effettuata dal committente tramite una risorsa aggiuntiva.

I documenti formati dal proponente, ivi compresi il modello di domanda ed il piano finanziario, sono sottoscritti dallo stesso o dal suo legale rappresentante ovvero da altro soggetto specificamente autorizzato, con contestuale presentazione di idonea documentazione giustificativa (delega o atto costitutivo). Non possono, in ogni caso, presentare domanda di finanziamento i soggetti che siano incorsi in un procedimento di revoca ai sensi dell’articolo 19 del Regolamento.

I progetti sono da inviare entro il 13 luglio e il 28 ottobre 2011.
La domanda di finanziamento deve essere compilata ed inviata per via telematica al Dipartimento per le politiche della famiglia utilizzando la
piattaforma informatica presente sul sito www.conciliazione.politichefamiglia.it e seguendo le istruzioni ivi presenti. Tramite la procedura guidata devono essere, altresì, caricati il piano finanziario e tutta la documentazione richiesta. Per accedere alla piattaforma informatica è necessario registrarsi sul sito, tramite la procedura di accreditamento. L’accesso alla piattaforma sarà possibile dal momento della registrazione fino alle ore 14.00 del giorno di scadenza (13 luglio o 28 ottobre), termine entro il quale dovrà essere effettuato, definitivamente, l’invio telematico della domanda, del piano finanziario e di tutta la documentazione richiesta dall’articolo 2.
Dopo aver effettuato l’invio telematico, il proponente dovrà stampare la domanda di partecipazione e il piano finanziario, dovrà sottoscriverli entrambi e dovrà trasmetterli, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, al seguente indirizzo:
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per le politiche della famiglia
Ufficio I – Servizio I “Interventi per la conciliazione”
Via della Mercede, 9
00187 – Roma

Sulla busta di ciascun progetto dovranno essere, altresì, indicati:
-nome del soggetto proponente
-indirizzo del soggetto proponente (via, CAP, città, provincia)
-tipologia (articolo 9, comma 1 – lettera A/B/C – oppure articolo 9, comma 3)
-scadenza di presentazione (13 luglio 2011 o 28 ottobre 2011).

Ai fini della verifica del rispetto del termine di cui al comma 1, fa fede il timbro dell’ufficio postale di partenza.

MAGGIORI INFORMAZIONI
www.conciliazione.politichefamiglia.it